Vite di seria A e vite di serie…

L’esercito israeliano ha liberato 4 ostaggi rapiti da Hamas il famigerato 7 ottobre 2023. Notizia bellissima che ha fatto gioire i parenti, gli amici, il popolo israeliano ed anche tutti noi. Se però andiamo a vedere cosa è successo, cosa c’è dietro la liberazione dei quattro ostaggi, scopriamo che quattro vite israeliane sono costate 450 vittime palestinesi, certamente non tutti guerriglieri: significa che 1 vita israeliana vale più di 110 vite palestinesi. Le quattro vite israeliane hanno una dignità preminente e superiore rispetto a quella delle vite palestinesi? Per gli ebrei è precisamente così perché si sono sempre ritenuti il popolo eletto da Javhè, con il diritto di sterminare tutti gli altri popoli circostanti, ma per l’occidente “cristiano” dovrebbe essere diverso, perché Gesù Cristo è venuto in Palestina a predicare la pari dignità di uomini e donne, indipendentemente da tutto.

Ma si sa, la guerra stravolge ogni valore, cancella qualsiasi elemento di ragionevolezza, introduce la brutalità assoluta, fa prevalere la volontà estrema del distruggere l’avversario. E da questa brutalità rischiamo, più o meno consapevolmente, di lasciarci travolgere nei nostri giudizi, condizionati da una informazione prevalentemente schierata.

In queste condizioni, le trattative per la pace non potranno mai fare passi avanti perché ambedue le parti non lo vogliono. Hamas per consolidare il suo potere acquisito in ambito palestinese, Israele perché vuole sì liberare gli ostaggi, ma distruggendo il popolo palestinese: obiettivo dichiarato da alti esponenti del governo Netanyahu. Obiettivi, questi, che la trattativa non permetterebbe di raggiungere. Ed il mondo intero sta di fatto accettando questa logica perversa, anche l’Europa… e l’Italia!

Dante Mantovani

Gruppo Acquisto Solidale San Polo – Rinnovo Consiglio e Presidente

Buongiorno,
mi sembra doveroso presentarmi!
Mi sono candidata per il consiglio, ma la gavetta è così veloce che mi sono ritrovata già presidente!
Sono arrivata a San Polo 6 anni fa, e il GASPOLO mi ha permesso di conoscere meglio il quartiere e di sentirmi accolta e parte di una comunità con valori condivisi.
Il solo fatto di non limitarsi a comprare i prodotti al supermercato, anche se biologici, ma di spendere denaro, tempo e energia, andando a recuperarli in giro per il quartiere in ogni condizione metereologica, dimostra l’impegno dei gasisti e il valore che riconoscono all’associazione. Per non parlare poi dell’impegno profuso dai referenti e da chi ha fondato da zero questa realtà, mantenendola viva negli anni. Un grazie a tutte queste persone.
Credo che il GAS sia una realtà con un grande potenziale di impatto sulla società in cui vive: la solidarietà, fra soci e con i fornitori, l’attenzione all’ambiente, a un trattamento più giusto dei fornitori, sono valori importanti e anche molto attuali, in linea con le grandi sfide globali di sostenibilità che anche l’Europa sta affrontando(cambiamento climatico, giustizia, protezione dell’ambiente, rifiuti, sicurezza)
Mi metto quindi a disposizione di questa associazione, nel limite delle mie possibilità, e mi piacerebbe vederla crescere, con entusiasmo e accoglienza, e con la consapevolezza che le nostre scelte di acquisto fanno bene all’ambiente e alle persone che abbiamo intorno.

                                                                                                                    Silvia Agnelli